Pacio come ‘n cavallo

Ieri sera sono stato alla sezione locale del CAI. Non è andata come me l’aspettavo.

Quelli del CAI sono un’allegra banda di amici che si ritrova due sere a settimana per parlare delle proprie imprese di free climbing e progettarne delle altre. O almeno così mi piace credere. Quando ho presentato il motivo della visita mi hanno indirizzato a Claudio, un tizio simpatico, nonché cavaliere dei pellegrini romei (o qualcosa del genere) che mi ha invitato a uscire insieme dalla stanza affollata e rumorosa per parlare più tranquillamente all’aperto. Dopo avergli esposto il mio progetto Claudio si è acceso una sigaretta, ha sbuffato il primo tiro e ha sentenziato: tu sì pacio come n’cavallo. Poi ha aggiunto che se la moglie non lo uccidesse verrebbe subito con me. E allora ho capito di essere in un posto utile: è stata la prima volta infatti che persone che mettevo a parte della mi idea mi prendessero subito sul serio. Il momento che mi ha fatto più scaldato il cuore è stata la questione del passaggio alpino: da principio, senza troppo pensarci, avevo messo in conto di affrontare a piedi anche il famigerato passo del Gran San Bernardo, ma proprio qui si erano concentrare la maggior parte delle critiche altrui, al punto che mi ero convinto dell’impossibilità dell’operazione e avevo serenamente considerato l’eventualità di passare le Alpi con un mezzo alternativo. Un mio timore nel presentarmi al CAI era di ricevere un  ulteriore e più autorevole diniego sul temerario passaggio invernale. Il cavalier Claudio mi ha preso in contropiede; alla mia domanda se una persona non esperta possa affrontare il Gran San Bernardo a gennaio, ha risposto, non senza ragione: quando arriverai lì sarai già molto esperto. Fossi in te non mi priverei mai di quell’emozione, me ne pentirei.
Ma ci sarà la neve!
Embè? Metterai le racchette.

Ecco. I punti esperienza non li avevo considerati. Farò bene a portarmi un dado da venti, non si sa mai.

Sulla questione dell’abbigliamento tecnico non mi sono stati molto d’aiuto (un grazie anche a Oriana per il tentativo), come temevo ognuno la pensa diversamente, ognuno ha una marca preferita. Dovrò scegliere autonomamente e ciò mi costa sempre un’enorme fatica. Mi hanno anche fatto capire che per lo sponsor la fila è lunga, non sarei il primo che va a bussare dai rivenditori con tale richiesta. Maledetto danaro.

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Una risposta a “Pacio come ‘n cavallo

  1. Ecco. I punti esperienza non li avevo considerati. Farò bene a portarmi un dado da venti, non si sa mai.

    ahahahah, questa è forte!
    ora mi leggo tutto il blog.

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