Le indelebili tracce dello scotch (o L’ombrello)

Oggi è San Callisto I, ma anche San Burcardo di Würzburg, San Celeste di Metz, San Domenico Loricato, San Donaziano di Reims, San Gaudenzio di Rimini, Beato Gonsalvo da Lagos e Beata Maria Poussepin. Allenatore Boscov, arbitra Farina da Mestre.
Scusate, era per distrarre un po’. Perdonatemi, questo blog diventerà più interessante appena sarò partito. Per ora posso offrire solo idiozie gratuite, melense riflessioni e noiosi appunti preparativi.

riflessione melensa #1
Come sanno ormai anche i sassi, sono tornato a stare per un paio di mesi dai miei, nella mia cameretta adolescenziale (l’adolescenza trasforma le camerette più dei corpi). Per quanto mi dia da fare a ridecorarla, non perderà mai più quell’essenza, quella roba lì che non riesco neanche a definire: un ammasso di stupide persone che ci sono state ed ero solo io, quelle pose, quei sogni, quelle fughe, quel cazzeggio, quell’accumulo di carabattole che però forse un giorno tra vent’anni ringrazierò di non aver buttato. Per prima cosa ho staccato tutti i ritagli appesi all’armadio con lo scotch: adesso non posso neanche immaginare di usare lo scotch su un muro o un armadio, né di appendere un poster senza cornice. Ma queste sono menate da fighetto. Il punto è che quasi tutti i ritagli erano di svariati personaggi famosi per i quali devo aver provato tale ammirazione da appiccicarmeli sotto il naso. Avevo un malsano ma superficiale culto della personalità che si è limitato ad uno sterile e distratto appiccicare; non ha debordato neanche in fanatismo, che se non altro ha il pregio della passione e dell’approfondimento. E mentre staccavo e stropicciavo quelle foto ho pensato che forse finalmente non mi servono più, e che ci ho messo troppo per cominciare qualcosa di memorabile per me e per gli altri. Poi vabbè, ho anche tolto i manga e pupazzetti e ci ho messo i libri dell’università, ma qui non so se ci ho guadagnato.
In ogni caso, già dopo una sola notte con i miei, baratterei subito la comodità dei pasti pronti e della casa pulita con un posto in doppia e dei coinquilini del dams.

appunto noioso #1
Il podologo mi ha diagnosticato una leggera tendenza al vagismo e al cavismo. Non è quello che pensate, brutti pervertiti (quello lo sapevo già, e non è leggera). Vuol dire che se metto dei plantari è meglio. Ai plantari ci sono abituato: per chi di voi non lo sapesse, il sottoscritto ci ha la gamba sinistra più corta di 2cm a causa di una vertiginosa e concentratissima crescita adolescenziale (20cm tutti in quarta liceo!). Per questo motivo ho una simpatica scoliosi e porto un plantare di sostegno nella scarpa sinistra da una decina d’anni.

appunto noioso #2
Oggi ho pranzato con un amico di Daniele, Mimmo, arrampicatore e speleologo espertissimo, avventuriero ed esploratore (attraversamento della Bolivia in solitaria ed altre simpatiche amenità), uno che praticamente vive e lavora appeso a corde e moschettoni. Lui e il suo amico Giuseppe mi hanno dato un sacco di consigli utili e mi sento molto rassicurato su alcune scelte tecniche:

  • indossare delle mitiche camicie che sono sempre valide e mi garantiscono quel look sofisticato a cui tengo;
  • comprare i risotti Knorr che sono poco ingombranti, economici e si preparano facilmente e in poco tempo anche con un fornello da campo;
  • provare a usare delle bacchette da cammino che possono scaricare fino al 30% del peso dalle gambe e dalla schiena (però addio al look sofisticato a cui tanto tengo);

Mi hanno suggerito una deviazione allettante ma che comporterebbe un drastico aumento di tempo: deviare per la costa ligure, un pezzo di costa azzurra e puntare a Grenoble. Tanto bellissimo mare insomma, ma anche tanta, tantissima strada in più (e poi chi glielo spiega a Super Sigerico?). Si è parlato poi di metabolismo e di quanto cambierà radicalmente e dell’inutilità di qualunque allenamento. L’allenamento, secondo loro, sarà partire.

Ah, secondo Mimmo il miglior rimedio contro la pioggia, è l’ombrello.

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2 risposte a “Le indelebili tracce dello scotch (o L’ombrello)

  1. La tua idea e il modo in cui la racconti già prima di partire mi picciono molto.
    Conosco bene la Via Francigena e penso di poterti dare una mano. Mi contatti via mail dandomi il tuo numero telefonico?
    Ciao,
    Alberto

  2. certamente l’ombrello è molto meglio della mantellina. nel 2008 sulla Via della Plata mi ha coperto il corpo per 15 gg di pioggia. Alla serra ero abbastanza asciutto. La mantellina crea una condensa paurrosa e dopo poco tempo sei matido di sudore.
    Non sono ai tuoi livelli ma ho fatto la via della plata nel 2007 e nel 2008 e penso di rifarla nel 2010. Dirai che son scemo a continuare a rifare lo stesso percorso. Ma ti dirò …è troppo bella.
    ciao e tanti auguri . Ti seguirò sul blog
    giacomo

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