Cavour chi?

Io adesso li capisco i piemontesi. L’avrei voluta unire anche io l’Italia se fossi stato piemontese e sotto di me ci fosse stato quel guazzabuglio di regni e repubblichette. Perché le Alpi fanno proprio questo effetto. Da lontano sembrano nuvole ma quando ti avvicini, beh quando ti avvicini sono proprio un cancello dorato, una meravigliosa siepe di granito rosa. Non ti passa neanche per il cervello che quello non debba essere il segno di qualcosa: cioè loro ti guardano, autorevoli, paterne, ti dicono: vai tranquillo, qui ci pensiamo noi a fare la guardia, tu divertiti coi piedi a mollo nel Mediterraneo. Insomma, non puoi proprio considerare l’idea che con cotale barriera ci siano ulteriori separazioni giù a Sud, la gente là sotto dovrebbe starsene in pace (e invece, vabbè). Mi fermo qui, chè poi entro in campi che non mi competono e sparo castronerie storiche e la mia mamma mi bacchetta (la mia mamma insegnava Storia, da piccolo essendo a corto di favole mi addormentava con i miti greci, poi ci credo che uno parte a piedi per l’Inghilterra…). Questo per dire che da un po’ di giorni, quando la nebbia me lo concede, faccio dei lunghi faccia a faccia con le Alpi e rimango incantato a guardarle e mi domando come mai farò a passarle, come mai chiunque possa anche solo pensare di passarle. Ah, domani seguo la Dora Baltea (sì, sto imparando i fiumi italiani, fa molto figo) ed entro in Val d’Aosta. Son partito da Terni, a piedi, per chi non lo sapesse.

Stasera dormo dall’ultimo couchsurfer italiano (nei boschi vicino a Ivrea), poi mi aspettano ostelli e amici di amici e polenta fino al confine. Ecco, CouchSurfing. CouchSurfing salverà il mondo. Dovrebbero dargli il nobel per la pace a chi l’ha inventato. Finora ho sempre dormito in posti bellissimi, ascoltato storie interessanti e conosciuto persone simpatiche. SEMPRE. Lo so, l’ho già detto ma voglio ripetermi: fotografi, insegnanti, contadini organici, tour operatori italo-indiani, musicisti giramondo, balestrieri, altri giramondo, sommelier, appassionati delle cose più strane – auto americane, pappagalli o birre belghe. Senza dubbio la cosa migliore del viaggio, e quella che mi da più fiducia per il proseguimento, trovare spiriti affini che mi offrono il divano in cambio della mia storia.

Qualcuno, qualcuno che mi aveva conosciuto prima di partire e mi ha rivisto pochi giorni fa, ha detto che ora ho uno sguardo diverso. Lo stesso che ha visto in altri malati di viaggio. Io non so che dire a riguardo, quello che faccio mi sembra molto normale, ha assunto una quotidianità elementare, non dovremmo stupirci di voler conoscere cose (e persone, le persone cazzo!)  nuove ogni giorno e toccarle con mano. Davvero, avvicinarmi alla Manica 20 km al giorno è quello che faccio adesso, ho iniziato a farlo e ogni mattina mi viene spontaneo continuare. Che sia questo il sintomo della malattia?

Situazione clinica: ho perso un paio di kili, convinto i piedi che le vesciche erano inutili, fatto conoscenza dei miei tendini e delle loro abitudini, coltivato una barba da capretta e lavato i miei tre panni ogni santo giorno. Direi che ci sta, dopo circa 800 km.

Animale guida: nutria e airone
Frase ricorrente: ma non hai freddo?

p.s.: sono un po’ a corto di connessioni veloci per cui rimando l’upload di altri video e foto, spero di rimediare presto.
p.p.s.: se siete di Milano, o Genova, o Torino, o dei dintorni di queste città, o di qualunque altro posto, forse volete dare un’occhiata a questo: GeMiTo. Anche qui.

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11 risposte a “Cavour chi?

  1. grandissimo Paolo!!! questo tuo post mi ha emozionato davvero tanto :o)))) …buonissima “progressione”!..e salutaci, gli aimé credo pochi, San Bernardo al GRAN e storico PASSO. un caro saluto e un grandissimo e costante “in bocca al lupo” dalla Romagna. l’andrea da Cesena 😉

  2. Come parli bene delle mie Alpi !
    (Oltre che appartengono a tutti e la nostra spina dorsale a noi europei)
    Che piacere di leggerti !
    Anch’io piango – di emozione ? d’invidio ? buttato giù dal soffio epico ?
    Il Piemonte, una bella idea di GranLuogo…

  3. …che luce hai negli occhi, sarà il riflesso delle montagne, o l’ardire che ti alimenta.
    è stato un’emozione incontrarti e trovare per caso questo blog…
    buona via

  4. Dio mio Paolo, solo adesso e per caso scopro quello che stai facendo, e non sai il piacere che mi fa vedere che anche tu sei un ‘malato di viaggio’! E mi fa anche strano sentire, riflesse nelle tue parole, le sensazioni che il viaggiare ti mette addosso, quella luce negli occhi di cui qualcuno sopra parlava.. Io partirò tra poco per l’ennesimo dei miei, di viaggi. Che te posso dì..continua così!!! un abbraccio da una conoscenza di veeeecchia data! 😉

  5. Cerca di rimediare presto perchè è piacevole avere notizie di te e del tuo cammino.Ti seguiamo dal calduccio di Via Pascoli 5, a presto

  6. Speriamo che qualcuno abbia videoregistrato il servizio in TV e che lo metta su YouTube che lo si vuole vedere anche noi che non abitiamo in Val D’Aosta….

  7. Alessandra e Raffaele RONCHINI

    Forza Paolo, Via Pascoli è praticamente tutta con te!!
    Le foto sono bellissime. Temo che la Francia non sia “fotogenica” come l’Italia…ma contiamo sulla tua mano, sul tuo occhio e sul tuo cuore…
    Raf e Ale

  8. Ho portato il racconto del tuo viaggio anche nella mia classe! Dai Paolone continua così: la Svizzera verde è a due passi… Un abbraccione

  9. Appena visto il servizio del TG valdostano su YouTube. Evvai! Stai diventando una superstar!

  10. Essere malati di viaggio e voler conoscere persone e ascoltare le loro storie credo sia una delle cose che ci manda avanti. Cerco di creare occasione di incontro, confronto, ascolto del “mondo” ogni giorno sia con i miei alunni che con il mio piccolo e … chissà se anche Francesco da grande vorrà fare qc del genere? Anche a lui toccano storie simili a quelle che sono toccate a te. E molto dal mondo anglo-sassone!

  11. Caro Paolo, facci sapere il numero di cellulare “estero” che ti procurerai, come avevi detto.
    Ho visto il servizio della Val d’Aosta, davvero fatto molto bene: ci fai una gra bella figura.
    E complimenti per il tuo diario di viaggio, i commenti alle foto, eccetera: grazie a Dio (o a te) sei riuscito a conservare lo humour vhe avevi fin da piccolo.
    Antonella ti saluta. È stata operata i giorni scorsi alla tiroide, ma adesso sta bene. Un abbraccio

    bruno

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