Addio ai monti

Le idee migliori su come scrivere un post mi vengono, ovviamente, mentre cammino. E ogni volta, puntualmente, mi dico che è inutile segnarmele, che me le ricorderò al momento della scrittua. Non me le ricordo mai. Sappiate quindi che il blog che leggete è molto meno brillante di quello che ho in mente mentre cammino. Peggio per voi, potevate venire con me.

La Svizzera è piccola.  È finita subito. Da Sainte Croix, in cima allo Jura, si vedono le Alpi e sono parecchio vicine. Ecco, aggrappata a queste due catene montuose e spalmata nel poco piano rimasto in mezzo, ci sta la Svizzera, il buco con l’Europa intorno (mi rifiuto di credere di averla inventata io questa definizione). Ora che son tornato in zona euro mi manca già un po’, proprio quando cominciavo a imparare a distinguere le loro monetine (ma colorarle diversamente no eh?). Gli ultimi elvetici conosciuti sono stati ospiti stupendi (meno timidi e più aperti), sono tutti parecchio presi dal dibattito sull’identità nazionale, sul futuro incerto e sul rapporto con noialtri europeani. Hanno un paese meraviglioso e mi hanno lasciato una gran voglia di tornare a conoscerlo meglio.

[nota: se sono parco di dettagli turistici è perché ritengo che il mondo, e internet soprattutto, sia stracolmo di guide specializzate. Non è questo lo scopo del blog, poi magari un elenco dei posti più belli ve lo faccio alla fine. E sarà sempre e comunque parziale, dal momento che – metereopatico come sono – posti bellissimi mi son parsi mediocri sotto le nuvole e angoli apparentemente insignificanti risultavano gloriosi se scaldati dal sole. Stesso discorso per le fotografie.]

L’ingresso in Francia è stato decisamente sgradevole: nessun cartello da fotografare vittorioso, nessun gendarme con cui fare battute; in compenso nevicava a dirotto e nelle mie scarpe si stavano sviluppando forme di vita marina ancora sconosciute. Ci sono rimasto malissimo quando ho  deciso di fare autostop: é sempre una delusione e una perdita e sebbene fossero pochi kilometri, per di più di strada nazionale trafficata, mi han lasciato l’amaro in bocca fino a oggi. Fino a quando insomma non sto per rimettermi in cammino. Il meteo prevede nebbia e cielo coperto per una settimana (italiani, non date mai, MAI, per scontato un cielo azzurro) ma poche precipitazioni, per cui rimando eventuali provvedimenti per le calzature che, poverine, non sono fatte esattamente per calpestare 20cm di neve semisciolta.

La sbornia di CouchSurfing è purtroppo finita, qui in Francia troverò ospiti con questo sistema solo nelle poche grandi città, mentre nella stragrande maggioranza dei villaggi dovrò improvvisare, non essendoci strutture “francigene” diffuse e organizzate come in Italia. Speriamo bene. Potrei anche faticare a trovare internet per un po’, vi saluto e vado a scoprire un poco di Francia, lasciandomi finalmente alle spalle le montagne (e comunque finora la tappa più faticosa rimane quella della piccola Radicofani).

Chiudo segnalando alcuni contributi che la blogosfera italiana mi ha finora dedicato e che mi hanno dato più spinta e coraggio di un panino al salame o una strada in discesa (non me ne vogliano gli altri, ma l’ultimo è senza dubbio il mio preferito):

Off he goes
Come attraversare l’Europa a piedi e raccontarlo su Twitter
Duemiladuecento kilometri via web
Distanti saluti
You’ll never walk alone

Animale guida: gatto e corvo
Vincitore del concorso “oggetto inutile”: occhiali da sole; ovvio, cammino sempre verso nord-ovest.
Aneddoto del giorno: dicono che durante viaggi del genere il corpo perde il peso dello zaino; il cervello tenderebbe cioè a recuperare l’equilibrio originale, annullando il nuovo peso in eccesso; se io perdo i kili del mio zaino, una volta a Calais basterà infilarmi in una busta e spedirmi a Cambridge per posta.

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11 risposte a “Addio ai monti

  1. vai avanti! sei grande!
    in bocca al lupo,
    con stima.

  2. Ciao Paolo, il tuo viaggio mi appare come il mix ideale di follia (perché non partire a marzo?) e avventura (non serve l’Amazzonia per la vera avventura). Hai tutto il mio apprezzamento e appoggio. Mi piacerebbe farti una specie di intervista per il mio blog, se ti va. Potremmo fare via skype o e-mail, dimmi tu.
    Fatti rispettare dai galletti!

  3. Bene, almeno ora forse qc in più avrà almeno una vaga idea di dove sia Terni.
    ieri sera sono stata cena con Paolo Pisellli che attualmente si trova indovina un po’ dove? Proprio a Cambridge, la cena però era a Roma. Ti devono aver fischiato le orecchie ma ovviamente deve essere stato un bel suono!
    Ciao e buona Francia

  4. Hai un nuovo fan e pure un nuovo post tutto per te. Buon cammino.

  5. Non so dove scriverti e quindi lo faccio qui. Perché non ti iscrivi a Friendfeed? Il Twitter diventerebbe un tutt´uno con il blog e ci aggiorneresti in tempo reale. FF é una specie di Social Network ma con la possibilitá di collegare tutti gli altri servizi da Fb a Flickr. Intanto ti pubblicizzo, troppo bello questo viaggio!

  6. Nel frattempo ti ho linkato il blog al mio Friendfeed così tutti i miei subscriber (ca. 136) ti conosceranno. Mi hai tenuto in piedi tutta la sera ti meriti un applauso e perchè no, anche una benedizione 😉

  7. Grazie, perchè ci fai sognare …
    … e complimenti anche per le foto, che sono molto belle!

  8. Bien d’accord avec toi : villages vides, cafés disparus, commerces inexistants, maisons closes. Les campagnes de France ont perdu leur sang. Courage ! La plaine champenoise ne sera pas facile.
    Nous te suivons.

  9. Mi hai fatto ricordare un film dove il protagonista che ha problemi di deambulazione va a trovare un suo amico (o forse suo fratello) in tagliaerba. In fondo, noi che non prendiamo il tagliaerba o non mettiamo un piede dietro un altro, restiamo ammirati della meravigliosa (in)utilita’ del tuo viaggio. E ci rendiamo conto di quanto tempo perdiamo ogni giorno in faccende miseramente inutili. Buon viaggio.

  10. superPablo! non demordere!!! siamo tutti con te 🙂 …comunque potresti sempre valutare di virare il timone più in direzione Paris oppure in direzione Alemagne, Strate Burgum, Belgique 😉 comunque non ti voglio confondere perciò ti lascio con la splendida canzone Corallo di Moltheni, consigliandoti ovviamente che tu la viva in prima persona: “mettimi in un angolo che poi la retta la tiro io”! un caro saluto dalla Romagna 🙂 l’Andrea

  11. Grandissimo, vorrei fare una sperienza del genere! Non mollare, ma se credo di averti capito so che non lo farai assolutamente!

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