Neanche un prete per chiacchierar

A me non sono mai piaciute le scommesse e l’agonismo. Da piccolo mi prendevano cistiti isteriche prima delle gare di nuoto e, da adolescente, il mister mi teneva fisso in panchina perché, benchè capace con la palla tra i piedi, non avevo la necessaria cattiveria sportiva in campo.

Quando scrivo i miei post, al calduccio dopo la doccia e la merenda, spesso con una tazza di té davanti allo schermo, sono di buon umore; o quanto meno sono di umore migliore di poche ore prima: magari in mezzo al vento e alla neve, sul bordo di una strada trafficata con le spalle indolenzite, gli alluci umidi e parecchi dubbi in testa. E ci sta, è facile indulgere all'(auto)ironia e alla battuta quando il peggio è passato e si è conquistata la mèta. Oggi per una volta, nonostante doccia merenda e pennicchella, ho deciso di riprendere il tono dei pensieri del frustrante cammino.
Questa parte di Francia, il dipartimento di Haute-Saône in particolare, e quella che seguirà a breve, sono delle distese infinite di campi, inframezzate da routes departementales (le nostre provinciali) lunghe, dritte, percorse soprattutto da camion e spruzzate da una miriade di paesini fantasma: villaggi-dormitorio deserti, chiesa e comune chiusi, strade vuote, mai un bar, raramente uno sgabuzzino riadattato a boulangerie. La morte civile. Quando chiedo spiegazioni ai pochi umani che incontro, sempre cortesi e gentili, ricevo spallucce e vaghe spiegazioni deluse accompagnate da sguardi di pietà per l’ingenuo forestiero. Chiedere di un bar qui é come chiedere in Italia di un lavatoio o di una cabina telefonica: cose del passato, “eh signora mia, una volta c’erano dappertutto”. Finora persino il più piccolo e sperduto paesino italiano incontrato aveva l’intramontabile bar sport; oggi, attaccato alla bachecha del municipio (chiuso) di un paese francese, ho visto un volantino che pubblicizzava dei corsi di  Shiatsu; ci sono corsi di Shiatsu ma non c’è il bar. Shiatsu. Bar. Mi domando in cosa consista la vita sociale di questa gente, per fortuna che la televisione francese è di buona qualità e la wii costa poco. L’altroieri una santa donna m’ha offerto una cioccolata in casa sua, ma non è sempre cosi.
Rattristati dal quadretto? Ecco, aggiungeteci neve, vento e nebbia, un’intera regione bianca e bagnata, manco una panchina asciutta per riposarsi e le ferie invernali delle scuole francesi. Più le previsioni meteo che parlano di settimane ancora uguali.
Finora la prima soluzione adottata è stato un parziale accorciamento delle tappe e una deviazione verso cittadine più popolose: ciò implica comunque lunghe marce ai bordi di strade provinciali, faticose tirate senza pause per non raffreddarsi (il bar mi serve a questo, a poter fare una pausa di mezz’ora al caldo, mica a giocare la schedina), cappuccio ben chiuso e conseguente visuale ridotta ai due metri davanti ai piedi. Si, esatto, una merda. Io lo dicevo a quelli che incontravo: guardate che finora è stato facile, per come la faccio io la francigena, possono farla tutti.
Vista la nuova situazione, che fare?

L’orgoglio è un’altra dote in cui scarseggio, preferisco la cocciutaggine. Le tappe di questi giorni somigliano sempre più a delle gare atletiche, peggio, a degli allenamenti solitari: tanto sforzo, poco appagamento umano o estetico e conquiste intangibili tanto si somigliano le une alle altre. L’Italia variava più spesso, la Svizzera è stata breve.
Io, nonostante tutto,  credo di dover continuare per il piccolo Paolo che piangeva in accappatoio negli spogliatoi e per quello un po’ più alto che si mangiava dei gran gol nel campetto sterrato dell’antistadio (e perché ne ho mollate troppe incomplete). Perchè sarà indescrivibimente bello riuscirci e per cento altri motivi. Ma a queste condizioni sono disposto a insistere ancora per poco; perché se c’è una cosa che questo viaggio non deve diventare, è il sacrificio; in questa certezza c’è tutta la laicità della mia avventura. Lo sforzo dovrebbe sempre essere accompagnato dalla bellezza, dal piacere, dallo scambio. Non è turismo né vacanza, ma neanche autoflagellazione. Per spostare lo zaino di 20km al giorno basta un autobus.

Insomma, lo sapevo che la Francia sarebbe stata dura, ma è sempre altra cosa pensarlo sorvolandola su Google Maps e ritrovarsi nelle sue più desolate regioni. Nelle ultime due settimane ho visto una sola giornata di sole; anche quello aiuterebbe, chè, strano a dirlo, non basta tutta la fantasia del mondo a immaginarsi un cielo azzurro sopra le nubi. E noi altri gente mediterranea non ne abbiamo bisogno.

Ah, ho bruciato un paio di calzini sulla stufa e perso lo spazzolino da denti.

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47 risposte a “Neanche un prete per chiacchierar

  1. Dai tieni duro..è difficile.. ma pensa a quando lo racconterai ai nipotini 🙂

    Non saprei come aiutarti, magari cerca di darti nuovi stimoli, di assolvere missioni intermedie. Se non trovi un bar puoi cercare una persona qualunque e chiedere che ti offra un the e fare due chiacchiere per apprendere qualcosa sulla cultura locale. Insomma cerca di variare un pò il tuo stile di viaggio perchè magari accusi un pò la monotonia…poi capisco che il maltempo è un grande problema, ma ciò ti renderà più felice la vista del sole quando apparirà..e per finire..quando sei allo stremo e la frustrazione si fa pesante 10 km in autostop non rappresentano un fallimento, ma un buon motivo per conoscere nuove persone ed imparare qualcosa in più…alla fine (per esperienza) l’autostop in Francia va un casino:)

    Ti auguro tutta la fortuna del mondo!! e se per caso ti viene voglia di mollare e tornare in Italia, vai a leggere di cosa parlano i giornali italiani..quella sarà un ottima motivazione a mettere più km possibile tra te e l’ex bel paese.

    Con affetto!
    simone

  2. Su, non vorrai mica arrenderti adesso, eh? Pensa ai nostri antenati che la Francigena se la facevano con delle scarpe di corda, dei vestiti logori e se gli andava bene una taverna ogni 100 chilometri altrimenti ciccia.
    E poi, ti dirò che gli espressi nei bar francesi (almeno in quelli parigini, ma penso che non varino di molto nel resto del paese) non erano un granchè…
    Dai, tieni botta che noi tuoi ammiratori ti sosteniamo a distanza.
    Forza e coraggio!

  3. Non cedere! Pensa com’è dura per quelli che ci vivono.

  4. la diversità aiuta la monotonia deprime ma la vita è fatta da tutte e due. la vita è un viaggio l’hanno detto in così tanti da sembrare banale

  5. Non mollare Paolo, ho già detto ai miei alunni (11-14 anni) che conosco un tipo fortissimo che sta facendo un viaggio impegnativo ma meraviglioso e che quando torna glielo farò conoscere. E se molli dove lo trovo un altro? Certo, la Francia … mi è sempre piaciuta un po’ poco infatti insegno inglese! Per confortarti ti racconterei il consiglio con scrutini di oggi pomeriggio e solo per farti capire che roba pessima è stata ti dico che ragazzi di 11 anni sono stati trattati come numeri e l’unica “scema” a fare obiezioni sono stata io! Ma cmq vado avanti (certo non a piedi ma…) Allora forza, vai avanti e quando torni vieni nelle mie 2 scuole (Alviano e Lugnano) a dire che i sogni esistono e che, se ci credi, si realizzano! Anche se ci conosciamo poco, noi siamo con te in cammino.

  6. Ah, dimenticavo: spazzolino e calzini si ricomprano, i sogni no!

  7. Anche se è impossibile non fare il tifo per l’impresa, apprezzo lo spirito laico… va bene la fatica e i grattacapi, le torture no.
    Cmq, in questi casi la meditazione aiuta, (anzi se non la pratichi non so come tu faccia ad aver retto fin qua): tenersi ben saldo a ciò che accade nell’istante preciso in cui accade, sensazioni fisiche o pensieri, e osservare il tutto con neutralità e senza giudizio…ma beh, un conto è starsene seduti su uno zazen al caldo, un conto è camminando con le vesciche ai piedi su uno stradone sotto la pioggia…comunque in bocca al lupo, qualsiasi cosa tu decida!

  8. Carissimo Paolo, non ci conosciamo, un giorno forse… vai avanti, siamo con te 😉

  9. Tieni duro Paolo! GO GO GO!

  10. E poi la Francia non sarà mica tutta come l’hai vista fin’ora, no? Se perseveri, arriveranno anche i paesi grandicelli con i bar. Ed anche il tempo….vabbon che quest’anno l’inverno è pazzo ma si dice pure che non può piovere (e nevicare, e tirare vento, aggiungo io) per sempre?
    Dai, non arrenderti. Hai visto che in meno di 2 ore hai già 6 commenti? Significa che siamo tutti con te.
    Come dicono in Giappone: GANBATTE (= forza e coraggio)

  11. beh! questo viaggio lo hai potuto pensare quindi lo puoi fare.
    approfitta di quei momenti “desertici” per concentrarti e meditare, semplicemente ascoltando il tuo respiro. l’aria che inspiri ed espiri. così l’energia per proseguire la trovi in te.
    buona strada

  12. No, scusa, ma proprio adesso che ho scoperto questo tuo splendido viaggio, tu pensi di mollare??? A parte le facili battute, tieni duro. Pensa alla sensazione che avrai dopo l’arrivo ed alla soddisfazione dopo l’ultima doccia calda. Pensa che avrai fatto tutto da solo, niente e nessuno con cui dividere il merito. Non aggiungere il Paolo che sale su un bus a quello che piangeva in accappatoio; noi sappiamo che puoi farcela, tu inconsciamente (ma nemmeno troppo) anche, altrimenti non saresti mai partito. Adesso l’unica cosa che manca è farlo capire al tuo “io”. Never give up!

  13. Resisti…
    Facci sognare!

  14. Probabilmente è banale quello che scriverò ma tu devi continuare per dare coraggio a tutti quelli come me che un’impresa del genere vorrebbero farla. Io sto qui a casa a scrivere questo commento ma aspetto fremente ogni tuo aggiornamento per potermi sentire anche solo un pochino insieme a te sulla strada. Coraggio 😉

  15. uhm un momento di definizione, o tu definisci il momento o il momento definisce te

    mola nen e bùgia! *

    * non mollare e muoviti!
    copyright battaglione alpini susa 133^ mortai

  16. Ton histoire de shiatsu m’a bien fait rire, parce l’absurde qu’elle décrit est bien réel. En 1980, il y avait en France 5251 km d’autoroutes et 407 supermarchés, aujourd’hui il faut compter 12000 km et 1400 hangars de la consommation.
    Ton expression villages-dortoir est la bonne – quand la moitié des maisons ne sont pas des résidences secondaires !
    Entièrement d’accord avec toi : même si tu faisais ce chemin pour des raisons religieuses, pas de raison que ce soit souffrances, sacrifice, autoflagellation, punition.
    Cela ne vient pas de toi mais de la très mauvaise saison et de la région : le plateau de Langres que tu approches est réputé pour être froid, peu touristique et monotone. En plus le froid, ça fatigue.
    Est-ce que tu es si pressé ? est-ce que tu es à un jour près ?
    Et si tu te donnais un jour de congé, de repos, de visite culturelle ? Lecture, méditation, visite de musée (chateau de Champlitte ouvert demain matin normalement) ou d’églises (ouvertes le dimanche normalement).
    Reposer un peu ton corps et faire voir quelque chose à ton esprit…
    En tout cas j’ai eu aussi plaisir à lire ce que t’écrit Chiara Sabatini et tes autres amis.

    Espoir : la météo prévoit le grand beau temps avec un vrai soleil pour mardi, et moins de froid les jours suivants.

    Tu as remarqué que depuis ton entrée en France je t’écris en français sachant comme tu maîtrises ma langue.

    Courage ! Tu boiras du champagne à Reims… pourquoi pas visiter une cave dans quelques jours ; D

  17. Forza Paolo!

  18. Ciao Paolo,
    la settimana scorsa ho letto tutto il blog, mi sono appassionato alla tua avventura. Un po’ per ammirazione, un po’ per curiosità. Ho parlato di te anche sul mio blog. Una storia la tua molto apprezzata!

    In bocca al lupo
    Ciao ciao 🙂

  19. Magari una risata ti aiuta, per cui ti dedico questa canzone: http://www.youtube.com/watch?v=QTzLykXeRyE
    FORZA!!! 🙂

  20. Io questo viaggio dal centro Italia a Cambridge l’ho fatto in macchina e anche così la Francia mi è sembrata maledettamente lunga, monotona e noiosa.
    In Olanda già si vedono le prime giornate di sole, vedrai che tra qualche giorno l’Inghilterra sarà meravigliosa e la noia di questi giorni diventerà un ricordo.

  21. Stai su! E poi con poco si fa tanto, l’ultima foto è uno spettacolo veramente bella! e come dice Chiara si sogni non si comprano si fanno per viverli. O almeno per provarci! Comunque se dovessi mollare, cosa che non farai, credo ne sia valsa la pena fino ad oggi.

    ciao Luca

  22. Ragazzi, non so che dire, mi commuovete. Ma non preoccupatevi: a me lamentarmi mi scalda, mi sfoga. Stamattina è andata già meglio, ho trovato ben due bar dove mi hanno pure offerto da bere. L’iPod e un tizio che dalla macchina mi ha fatto il segno di vittoria con le dita hanno fatto il resto. Domani é una maledetta domenica e potrei fermarmi un giorno per evitare di trovare i pochi ristori chiusi. Sia mai che deluda un alpino! Dai, stringo i denti e cerco di riderci su. Il caffé tanto non lo bevo. Ah, mi sa tanto che nel medioevo di taverne ce n’erano ogni 5km, altroche!

  23. Caro Paolo, qualche tratta in autobus o in treno nelle aree più “difficili” non sarà di sicuro disonorevole!
    E sacrificarsi ne vale la pena solo se lo si ritiene utile.
    Coraggio, verranno anche i giorni soleggiati in tutti i sensi e incontrerai qualche punto organizzato per l’accoglienza a viandanti e pellegrini, oltre che un fornaio, un café (i bar in Francia sono café), una locanda, qualche francese che voglia portarsi il mondo in casa senza andare per il mondo…
    Ti sono vicina e ti sostengo. Barbara

  24. Dai Paolo, siamo tutti con te. quando leggiamo quello che scrivi e pensiamo alle tue emozioni le facciamo diventare nostre. non sei solo. ogni tuo passo è seguito con il cuore e con il pensiero da chi ti vuole bene e ti conosce da sempre e da chi ,come noi, ti conosce da poco ma si sente di condividere e partecipare alla tua impresa. Dai coraggio.

  25. Spero che questo sconforto passi in fretta (e pare sia già passato, per fortuna) e che anche il paesaggio e il clima migliorino. Seguirti in questo tuo cammino è un piacere e ti ringrazio per averlo intrapreso.
    ciao

  26. non puoi mollare, continuo a raccontare a tutti quelli che incontro che c’è un amico che va a piedi fino in Inghilterra e tutti vanno a vedere il tuo blog , forse qualcuno ci scommette pure sopra.Io ovviamente ho puntato sulla tua vittoria , perchè in fondo è anche la nostra che vorremmo fare il tuo percorso. Tieni duro.

  27. “Bar chiusi?e io busso a casa della gente cogli occhi del gatto di shrek.”

    Vedi che una soluzione si trova sempre? E se non funzionano gli occhi del gatto di Shrek, prova con quelli di Gary Oldman in Leon (he,, he, he!)

  28. Tieni duro!!!

  29. Sei un grande! 🙂

    Io sono di Siena, da un paio di anni a Milano e qui è sempre grigio il cielo e non si vede il sole da 6 mesi! 🙂

    So che non mollerai. Pensa che presto avrai finito. Pensa che quando arrivi sarai così contento di averlo fatto, per quanto faticoso, che sarà un’esperienza incredibile che ti rimarrà per tutta la vita! 🙂

    Voglio partire anch’ioooooooooo!! :)))

  30. Qualcuno ha scritto…..colui che non
    si arrende, trova sempre un sentiero!
    Qui a casa,siamo con te.
    A presto, Antonella

  31. consigli da uno pseudo-virtual-strano-peregrinodelmondo: cioccolata (tanta e fondente), monasteri e musica a go-go (moltheni, sunday’s best, idlewild,the get up kids,dashboard confessional). superPablo in bocca al lupo dal bersagliere di romagna 😉 l’andrea da cesena

  32. Ehi amico, d’accordo che questo viaggio non ha senso se diventa solo sofferenza e sacrificio, ma vuoi mettere andarsene a spasso a piedi per mesi in mezzo all’Europa rispetto a starsene a casa a combattere con il quotidiano?
    E di questi tempi poi, quando per una buona notizia che ti arriva ce ne sono dieci negative …
    Quando hai deciso di compiere questa impresa, probabilmente non lo sapevi ancora, ma adesso devi portarci tutti anche noi a Cambridge, noi che abbiamo trovato qui, con te, un pezzo di quello che vorremmo che fosse la nostra di vita, non solo la tua.
    Maronna quanto ti pesa lo zaino, adesso!

  33. Ciao Paolo, capisco benissimo quello che provi quando passi nella campagna francese, il vado spesso in quelle zone e sembra che siano fatte apposta per tirarti giu’ il morale. Cerca di resistere, ricarica le energie con i rapporti umani con i francesi che ti ospitano, in fondo sono i primi a soffrire per il clima e la monotonia della campagna. Per esperienza so che sono comunque molto gentili e accoglienti. Portagli un po’ di sole con la tua presenza e vedrai che quello che gli trasmetti fara’ stare meglio anche te.
    Per la questione della sofferenza, fa in modo di non arrivare al limite, magari accorciando le tappe o facendoti dare uno strappo quando sei stanco… Poi di sicuro cambiare leggermente percorso passando per zone un po’ piu’ popolate ti aiutera’ di sicuro!
    Mi raccomando resisti che siamo tutti con te!

  34. Ciao Paolo, non mollare! Ti seguo, ti ammiro, faccio il tifo per te!

  35. Allez, un petit plus pour t’encourager : j’ai rencontré aujourd’hui le responsable de l’association qui s’occupe de la Francigena à Reims. Je lui ai parlé de ton blog. Il était au courant qu’il y avait un italien en marche dans la neige et le froid, vers Canterbury puis Cambridge.
    Connu même en France !

  36. Pingback: Radio Contromano | Distanti saluti

  37. l’olanda è bellissima! corri a vederla!
    (p.s. tu, il tuo zaino, la tua follia, le tue vesciche e tutto il resto mi avete dato la forza per affrontare una cosa enorme, grazie)

  38. E’ questo il bello, o no Paolo?
    Se fosse tutto bello, o tutto brutto, sarebbe noioso. Un viaggio è bello perchè è lungo, perchè ha alti e bassi, perchè ci si stufa e poi si sorride.
    Viaggia, viaggia. Se decidi di prendere i mezzi, non ti biasimo. Ma in tal caso, ricordati, che tutto finisce prima!
    Ti lascio un mio video, se hai tempo, se non sai cosa fare:

  39. eh che cazzo….ma finisci qualcosa nella vita! dai l’idea che sei uno che molla sempre….non sei piu’ un bambino, mica continuerai a riprodurre quei paradigmi patetici di sconfitta della tua infanzia, dalla cistite isterica alla eterna panchina…?

    A me, laicamente=razionalmente, sta cosa e’ parsa una cazzata fin dall’inizio, ma adesso che sei li, la devi finire. non per orgoglio ma per maturita’ di carattere. inverno…migliaia di chilometri…a piedi….cosa pensavi che fosse un gioco? non ci avevi pensato? peggio! dei dimostrare che ci avevi pensato e che hai un piano, una strategia.

    sei sceso nel campo, hai abbandonato la panchina, volevi provare qualcosa evidentemente…adesso e’ meglio che corri…altrimenti vincono loro.

  40. Ciao, ho letto della tua storia sul blog di Giovanni Fontana, volevo scriverti subito, am lo faccio adesso.

    Io tramite il progetto di couchsurfing (www.couchsurfing.org) ho ospitato in Liguria ben due pellegrini come te: uno faceva la Francigena per dritto, l’altro addirittura sta facendo un giro completo del mondo (è partito dal marocco, le ultime sue notizie che ho me lo davano sul Sinai)

    Ma al di là di quelli che ho incontrato io, il mio suggerimento è di usare il sito di couchsurfing: la francia è molto ben coperta e sono sicuro troverai gente presso cui fermarti la sera anche nelle zone sperdute.

    Buon cammino!

  41. Mannaggia, vedo che già consocevi il couchsurfing. Potevo curiosare il sito due minuti prima di scriverti, eh! 🙂

  42. ok, pioggia domani ma sole giovedì e venerdì!
    bienvenu en france 🙂
    mi raccomando al bar evita chocolat e caffé che se no ti deprimi, in compenso hai i fantastici pain au chocolat!

  43. Ma tu sei il mio eroe! E gli eroi non mollano, attraversano solo dei periodi di difficoltà da cui si risollevano.

  44. Tu le sais bien, toutes les vignes du monde sont d’une tristesse à mourir, l’hiver. Décharnées, tordues, souffrantes, ces plantes ne prennent leurs feuilles qu’en avril, et encore !
    Tout n’est que brun et noir, et blanc s’il y a de la neige.
    Ah, si tu avais choisi début septembre !
    Courage !

  45. Caro Paolo, in confronto a me sei ancora quasi un ragazzino. Ho scoperto questo blog per caso e adesso vengo anch’io con te, attraverso tutto questo percorso che si snoda attraverso territori che un pò conosco. (la Francigena passa accanto a casa mia, vicino alle Cinque Terre).
    Tieni duro, non mollare, realizza il tuo sogno! ogni volta che leggo i giornali mi deprimo, ma ogni volta che leggo i commenti a questo blog mi rassereno, vuol dire che ci sono ancora cuori e cervelli e anime in questo nostro paese disgraziato. Un abbraccio dal cuore!

  46. Alessandro Menoventi

    Dai Paolo, non mollare, i Menoventi sono con te!!!!!!

  47. forza! tieni duro!!! siamo tutti con te…. anche se solo virtualmente!

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