7,3 km/h

Voglia di arrivare. Stanchezza, curiosità inglese, ingordigia. I piedi (o qualunque cosa siano diventate quelle due patate bitorzolute attaccate alle caviglie) e le gambe sono ormai insensibili alla fatica e alla bellezza (o alla bruttezza, dipende). Raddrizzo sempre di più la strada, vado più veloce e salto le tappe previste. Se tutto va bene DOPODOMANI sono a Calais e lascio la Francia e il continente. Da quattro-cinque giorni neanche i luoghi che attraverso mi stimolano a rallentare (eccezion fatta per la cricca di Arras): campi insignificanti, paesini poverelli e bruttini abitati dai nipoti disoccupati dei minatori, cimiteri dei soldati del Commonwelth ogni dieci kilometri. In compenso il tempo é semplicemente perfetto: nuvolette e schiarite, freddo secco, vento alle spalle. Cuffie, play e via andare, poche foto, poche chiacchiere; neanche la pausa té, ché la Francia m’é costata il doppio dell’Italia (ci ho provato a spiegare la politica italiana ai francesi. Si stupiscono, faticano a crederci e, per solidarietà, si lamentano di Sarkozy).

Per il resto mi sono limitato a seguire quel simpatico cane senza testa: mi ha raccontato di una vecchia rissa a Praga, della sua vita che é un maglione, di quando ha intervistato Dario Fo suonando un ukulele con tre corde e contando dieci pallottole; ha anche recitato in endecasillabi, interrotto dalle risate del Drugo (a quantità infinite), dai CSI, da De Dregori, Capossela, da un Mozart stranamente stonato che canta Summertime e parecchie altre meravigliose voci fuori dal coro. In una parola, radiocontromano. Grazie.

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13 risposte a “7,3 km/h

  1. Beh ormai il più è fatto. Leggo le tue notizie mentre i miei bimbi scorrazzano per la casa. spero che un giorno possano compiere piccole grandi imprese come la tua. buon proseguimento
    un abbraccio
    Antonella

  2. Chiara Sabatini

    Dai che ci sei! Se ti può consolare … qc giorno fa mentre aspettavo di fare una riunione ad Attigliano ho pensato bene di andarmene in un bar a prendere un tè tanto per scaldarmi un po’. Peccato che le porte erano entrambi aperte, c’erano dei muratori che usavano un linguaggio un po’ poco “carino” mentre giocavano con i videogiochi a tutto volume, la televisione che trasmetteva “Centovetrine” e … ti ho pensato! Mamma mia che tristezza ad Attigliano, meglio la Francia in cui viaggia ora Paolo, mi sono detta, ma soprattuto meglio GB quando arriva!

  3. Però! Ormai ci sei alla terra d’Albione! Alla faccia di chi non credeva in te (quindi NON io)! Presto, molto presto….au revoir, France & good morning, United Kingdom, eh?

  4. Roberto Troiani

    L’Inghilterra arriva. Togli la polvere alla Guerra va’… sciùszà!

  5. Antonella Rossi

    Evviva, sei quasi arrivato alle bianche scogliere. La fatica è alle spalle e ancora da Via Pascoli 5 facciamo il tifo per te.

  6. Un’amica ha segnalato il blog su facebook e sono rimasto molto favorevolmente impressionato. Complimenti per l’impresa, d’altri tempi nel 2010, bravo! E forza per le ultime poche centinaia di Km…

  7. Vai Paolo, continua così! Seguo la tua storia da Natale, quando Mauro–un tuo compaesano (che ti conosce) me l’ha raccontata. Tieni duro per l’ultimo tratto! (http://www.matteodefelice.name/blog/2010/03/paolo-e-quasi-arrivato-a-calais/)

  8. sei arrivato oramai, ancora poco…e io ti seguo, cammino con te…e mi sono iscritta al sito del couchsurfing, per condividere.
    Si impara sempre qualcosa di nuovo.
    Grazie!

  9. Puisque tu nous quittes…. au revoir, Paul et… Bon Chemin en Angleterre !

  10. Chiara Sabatini

    HO visto che sei arrivato a Calais e … sì pavoneggiati pure! Dai che si sei davvero! Salutami l’Inghilterra e … per dirla con Baglioni: W, W, W l’Inghilterra, il resto spero tu lo sappia!

  11. Congratulazioni! 🙂

  12. Evviva! Ormai sarai sul traghetto o addirittura già dall’altra parte.
    Ricordati, lì si viaggia davvero contromano: perciò attento se non vuoi che ti arrivi addosso qualcuno…o qualche porta che pensavi di imboccare a destra!
    Ti auguro tanti buoni “afternoon tea”. Un abbraccio.

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